L-Citrullina e disfunzione erettile: uno studio italiano

da | Giu 14, 2021 | Area Cardio-Metabolica, Fastigor

La L-Citrullina è un aminoacido non essenziale sintetizzato nel fegato e nell’intestino tenue a partire dall’L-Arginina. Nell’ambito di quello che prende il nome di Ciclo dell’Ossido Nitrico, gli enzimi dell’Ossido Nitrico Sintasi (NOS) convertono l’L-Arginina in Ossido nitrico (NO) e Citrullina che, a sua volta, può essere nuovamente riciclata in Arginina per far ricominciare il ciclo e produrre nuovo NO. 

Il razionale d’impiego dell’amminoacido L-citrullina nel trattamento della disfunzione erettile deriva dunque dalla sua conversione metabolica in Arginina ed Ossido Nitrico (NO). A livello penieno, l’NO funge da segnale per l’attivazione dell’enzima Guanilato ciclasi, in grado di convertire la Guanosina trifosfato (GTP) in Guanosina monofosfato ciclico (cGMP). Quest’ultimo attiva una cascata di eventi biochimici all’interno della cellula endoteliale il cui risultato finale è il rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi e del corpo spugnoso del pene e dunque l’erezione. L’effetto del cGMP è interrotto dalla sua scissione enzimatica ad opera dell’enzima 5-fosfodiesterasi (PDE5); i farmaci utilizzati per il trattamento della disfunzione erettile hanno infatti come target l’inibizione dell’attività di questo enzima. 

L’efficacia della citrullina nel trattamento della disfunzione erettile è stata testata in alcuni studi clinici preliminari e su modelli animali, con risultati incoraggianti. In uno studio italiano del 2010, 24 pazienti (età media 56 anni) affetti da disfunzione erettile lieve hanno assunto per un mese un placebo e una dose di 1.5 g/die di L-citrullina per il mese successivo. 

I risultati hanno dimostrano un miglioramento significativo del punteggio di durezza dell’erezione (Erection Hardness Score – EHS) da 3 (disfunzione erettile lieve) a 4 (funzione erettile normale) in soli 2 pazienti (8.3% del campione) del gruppo placebo e in ben 12 pazienti in trattamento con L-citrullina (p <.01). 

Inoltre, il numero medio di rapporti mensili è aumentato dal valore basale di 1.37 (± 0.93) al valore di 1.53 (± 1.00) nel gruppo placebo e al valore di 2.3 (± 1.37) nel gruppo in trattamento con L-citrullina (p <.01). Infine, tutti i soggetti in trattamento con L-citrullina hanno espresso un altro grado di soddisfazione rispetto al trattamento stesso, mentre tutti i pazienti del gruppo placebo si sono dichiarati non soddisfatti e hanno chiesto la prescrizione di inibitore della PDE-5 al termine della fase di studio. Per entrambi i gruppi non si sono verificati eventi avversi. 

Gli autori hanno concluso che, sebbene meno efficace dei classici inibitori dell’enzima fosfodiesterasi di tipo 5 (tadalafil, vardenafil, sildenafil, avanafil…), almeno nel breve termine, la L-citrullina è efficace, sicura e psicologicamente ben accettata. Il suo ruolo come trattamento alternativo della disfunzione erettile lieve, in particolare in pazienti che faticano ad accettare psicologicamente la terapia con PDE-5 inibitori, merita dunque di essere tenuto in stretta considerazione per la gestione di questa tipologia di pazienti.

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