La senologia è la branca della medicina che studia le malattie della mammella. Propriamente in anatomia per seno si intende il solco posto tra le due salienze mammarie ma è invalso l’uso di utilizzare questo termine come sinonimo di mammella. La Senologia è materia complessa che si è sviluppata particolarmente negli ultimi decenni diventanto oggetto di studio di molte branche specialistiche: endocrinologia, radiologia, oncologia, chirurgia, anatomia patologica, laddove prima era di pertinenza quasi esclusivamente della ginecologia in quanto il seno considerato organo tipicamente femminile.

Infatti dal 22 Febbraio 2013 sono state istituite ufficialmente, per la prima volta in Italia, le Breast Unit, centri di senologia multidisciplinari totalmente dedicati alla diagnosi e al trattamento del tumore al seno. Dal primo gennaio 2016, nei paesi dell’UE le donne dovranno potersi curare in queste strutture, che saranno sottoposte a valutazione e aderiranno a precisi standard di qualità. Ce ne dovrà essere una ogni 500.000 abitanti almeno.

Secondo il documento approvato in data 22 Febbraio 2013 ogni centro certificato dovrà trattare almeno 150 casi di carcinoma mammario l’anno, e tutti dovranno essere discussi all’interno di un’équipe multidisciplinare che comprenda oncologi, chirurghi senologi, chirurghi plastici, patologi, radiologi, radioterapisti, psicologi. Il centro dovrà inoltre partecipare a studi clinici internazionali. Dovrà insomma garantire le migliori cure disponibili alle donne. In questa sezione si vogliono descrivere alcune patologie inerenti a questa vasta branca della medicina, unitamente al loro trattamento.

Si definisce mastite un processo flogistico ad eziologia prettamente infettiva che coinvolge il tessuto mammario; si tratta di una condizione patologica tipica del periodo dell'allattamento, ma può verificarsi anche al di fuori della lattazione.

I farmaci più utilizzati in terapia sono gli antibiotici (per rimuovere il batterio scatenante) e gli antidolorifici (per alleviare sintomi come dolore, gonfiore, infiammazione). Inoltre possono essere utilizzati nutraceutici a base di Bromelina, sostanza che ha dimostrato, in diversi studi scientifici, potenziale attività antidemigena ed antinfiammatoria2.

  1. Maurer HR. Bromelain: biochemistry, pharmacology and medical use.” Cell Mol Life Sci. 2001 Aug;58(9):1234-45.”
  2. Snowden HM, Renfrew MJ, Woolridge MW.” WITHDRAWN: Treatments for breast engorgement during lactation” Cochrane Database Syst Rev. 2007 Jul 18;(2):CD000046.

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I dolori al seno (mastodinia o mastalgia) rappresentano il sintomo mammario più frequente (60%), che conduce la donna ad una visita senologica. Data la complessità della funzione mammaria, il dolore al seno rappresenta l’esempio più emblematico di disturbo che per le sue implicazioni psicologiche, emotive e simboliche, è in grado di mettere a dura prova il più solido degli equilibri di chi ne è affetto.

L’intensità con cui può manifestarsi è variabile: da lieve a moderato sino a forme severe che compromettono la vita di relazione e le normali attività quotidiane. La mastodinìa può essere classificata in tre sindromi cliniche :

  • mastodinìa ciclica
  • mastodinìa non ciclica
  • mastodinìa extramammaria

Occorre valutare l’opportunità di un trattamento farmacologico in relazione alla intensità della mastalgia (leggera, moderata, severa) con valutazione del reale impatto della mastalgia sulla Qualità della Vita. I farmaci da utilizzare in caso di persistenza della sintomatologia dolorosa sono :

a) Antinfiammatori

Pur essendo di routinaria prescrizione non trovano alcun fondamento se non nei casi provati in cui sia presente una componente flogistica. In questo caso è plausibile anche l’utilizzo di nutraceutici con all’interno sostanze naturali con dimostrata azione antinfiammatoria-antiflogistica, come ad esempio la Boswellia Serrata1, la Bromelinasostanza che ha dimostrato, in diversi studi scientifici, potenziale attività antidemigena ed antinfiammatoria2, la Escina3.

b) Danazolo

Si tratta di un androgeno attenuato che inibisce competitivamente sia i recettori estrogenici e progestinici mammari, ipotalamici, ipofisari ed alcuni enzimi della sterodogenesi ovarica.

  1. Abdel-Tawab M, Werz O, Schubert-Zsilavecz M. “Boswellia serrata: an overall assessment of in vitro, preclinical, pharmacokinetic and clinical data.” Clin Pharmacokinet. 2011 Jun;50(6):349-69.
  2. Kumakura S, Yamashita M, Tsurufuji S “Effect of bromelain on kaolin-induced inflammation in rats”. Eur J Pharmacol. 1988 Jun 10;150(3):295-301.
  3. Wang H, Zhang L, Jiang N, Wang Z, Chong Y, Fu F.” Anti-inflammatory effects of escin are correlated with the glucocorticoid receptor/NF-?B signaling pathway, but not the COX/PGF2a signaling pathway.” Exp Ther Med. 2013 Aug;6(2):419-422.

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E’ una lesione benigna caratterizzata dalla presenza di dolore, cisti e modularità diffuse della mammella. Piccoli noduli sono normalmente presenti nel tessuto mammario, dovuti alle fluttuazioni ormonali a cui l'organo è sottoposto ad ogni ciclo mestruale. Il loro ingrandimento, associato alla presenza di cisti, provoca la malattia.

In caso di dolore è utile l'assunzione di FANS o di aspirina. Sono anche utilizzati prodotti topici (gel) a base di progesterone. Inoltre si possono utilizzare preparati che hanno la capacità di drenare i liquidi corporei, ad esempio la Bromelina1, sostanza che ha dimostrato, in diversi studi scientifici, potenziale attività antidemigena ed antinfiammatoria2, si può drenare il liquido con una procedura ambulatoriale, oppure si possono rimuovere i noduli con un intervento chirurgico.

  1. MINISTERO DELLA SALUTE DECRETO 9 luglio 2012 (G.U. 21-7-2012 serie generale n. 169). “Disciplina dell’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali”. LINEE GUIDA MINISTERIALI DI RIFERIMENTO PER GLI EFFETTI FISIOLOGICI applicabili in attesa della definizione dei claims sui “botanicals” a livello comunitario. ALLEGATO 1 aggiornato al 16 gennaio 2013

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Il fibroadenoma è il nodulo benigno che compare con più frequenza nella mammella femminile: è tipico dell'età fertile, e soprattutto dell'età giovanile. I fibroadenomi non si formano in menopausa perché la parte della ghiandola mammaria da cui si originano, la porzione acinosa, in menopausa va in regressione e scompare.

Quindi, se la loro presenza viene scoperta durante questo periodo (in genere durante la mammografia) si tratta quasi sempre di fibroadenomi situati profondamente, quindi non palpabili, ma presenti già dall'età più giovane. Il fibroadenoma si manifesta come un nodulo solido (più è superficiale più è evidente), tondeggiante, o come un gruppetto di noduli fusi tra di loro, con contorni netti, mobile (è possibile farlo muovere tra due dita), generalmente non dolente, o leggermente dolente (soprattutto durante il periodo mestruale).

Solitamente non richiedono cure specifiche e non comportano un aumento di rischio di tumore al seno. Tuttavia, se un fibroadenoma è di grandi dimensioni soprattutto in rapporto alle dimensioni del seno, cresce rapidamente o causa fastidio, può essere conveniente rimuoverlo chirurgicamente.

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Nei paesi industrializzati il carcinoma mammario è, per incidenza e mortalità, al primo posto fra i tumori maligni delle donne. I tumori della mammella possono essere benigni o maligni. Il carcinoma mammario è una patologia generata dalla moltiplicazione incontrollata di un gruppo di cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in maligne e, dopo essersi staccate dal tessuto generatore, invadono i tessuti circostanti e, nel tempo, anche altri organi del corpo. Sono di piccole dimensioni; nella fase più avanzata possono provocare ritrazione della cute, edema e alterazioni del capezzolo. L’insorgenza può essere facilitata da obesità, esposizione a radiazioni, alcool, alimentazione scorretta e sregolata.

Il primo passo per la diagnosi del tumore è l’autopalpazione, che permette di riconoscere con forte anticipo l’insorgenza del male. Di tumori al seno esiste una grande varietà e da questa dipende l’evoluzione della malattia e la terapia per contrastarla. Accertata la presenza della malattia, la terapia è chirurgica, spesso associata a chirurgia plastica per ragioni estetiche; a volte si fa ricorso anche alla chemioterapia.

In tal caso, alcuni chemioterapici (alcuni alcaloidi isolati dalla Vinca rosea, i taxani, il cisplatino e l’ oxaliplatino), possono presentare, tra i tanti effetti collaterali, una Neuropatia iatrogena; tale manifestazione presenta la tipica sintomatologia delle neuropatie e cioè : dolore, sintomatologia algica-urente, parestesie e ipoestesie. In questo caso la Neuropatia è di solito reversibile, ma il recupero avviene lentamente, nel giro di molti mesi dalla sospensione del farmaco; i farmaci Neurotrofici (Antidepressivi triciclici, farmaci inibitori del reuptake di serotonina e noradrenalina (SNRI), N-Acetil-L-Carnitina1acido alfa lipoicovitamine del gruppo B) possono trovare impiego in questo caso, riducendo di fatto i sintomi.

Esistono farmaci antitumorali di origine vegetale (vinorelbina, docetaxel, etoposide), microbica (ixabepilone) e marina (eribulina) che hanno l’indicazione per alcuni tipi di tumore al seno.

Alcune sostanze, come ad esempio la Bromelina (sostanza di origine vegetale, estratta dall’Ananas comosus), sono oggetto di approfondimento in questo campo, in quanto ci sono diversi studi che sostengono possa, grazie alla sua farmacodinamica, aumentare la apoptosi nelle cellule del carcinoma mammario2; tale proprietà sarebbe dose-dipendente3. Infine un altro studio ha dimostrato che la terapia enzimatica sistemica riduce gli effetti collaterali indotti da chemioterapia, quali nausea, disturbi gastrointestinali, affaticamento e perdita di peso4. E’ evidente che c’è la necessità di effettuare altri studi sulla Bromelina e su altre sostanze naturali, per confermane la validità ed eventualmente aggiungerle alle armi che oggi si utilizzano per combattere questa malattia.

  1. De Grandis D. “Acetyl-L-carnitine for the treatment of chemotherapy-induced peripheral neuropathy: a short review.” CNS Drugs. 2007;21 Suppl 1:39-43; discussion 45-6.
  2. Bhui K, Tyagi S, Prakash B, Shukla Y.ù “Pineapple bromelain induces autophagy, facilitating apoptotic response in mammary carcinoma cells.” Biofactors. 2010 Nov-Dec;36(6):474-82. doi: 10.1002/biof.121. Epub 2010 Sep 16.
  3. Dhandayuthapani S, Perez HD, Paroulek A, Chinnakkannu P, Kandalam U, Jaffe M, Rathinavelu A. “Bromelain-induced apoptosis in GI-101A breast cancer cells.” J Med Food. 2012 Apr;15(4):344-9. doi: 10.1089/jmf.2011.0145. Epub 2011 Dec 22.
  4. Beuth J.” Proteolytic enzyme therapy in evidence-based complementary oncology: fact or fiction?” Integr Cancer Ther. 2008 Dec;7(4):311-6. doi: 10.1177/1534735408327251

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